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Non ho pianto perché sono un duro. Lo sapete, no?, che i
Capi degli Ultras sono dei duri?
In compenso, nel caos del fine partita, tra urla,
tamburi e pianti, c’era dietro di me un papone grande e grosso, dopo l’ultimo
punto e mentre le bimbe facevano il girotondo, che stava immobile in mezzo al
casino, guardava il campo senza vederlo, con l’occhio fisso da pesce lesso, e
diceva: “Credo di non aver mai provato un’emozione
così in tutta la mia vita”.
Qualche mamma aveva i lucciconi, qualche papà gridava
più di prima anche se aveva finito la voce, ma quella era la frase che avrebbero
potuto dire tutti.
***
Quarto scudetto, signore e signori. Dopo il fantastico
doppio ace della U17 2001 e
2002, dopo il colpaccio della U15 2003, dopo il bronzo U15
dell’anno scorso, ecco il quarto oro: U14, le più piccole, le più
tenerine.
Quarto
scudetto.
Oggi, domenica 5 giugno, in Val Camonica, il Green si è
pappato il quarto scudetto in 5 anni: se qualcuno trova una squadra in Italia
che ha fatto meglio, me lo dica, che non ci credo.
***
Ma io glielo avevo visto negli occhi, prima di
cominciare. Piccoline, tenerine, anche un po’ spaventatine da tutta quella gente
e quel caos e quella responsabilità… ma poi, man mano procedeva il riscaldamento, sempre
più calme e decise e serene e allegre. Mamma mia, che spettacolo! Capito,
perché erano arrivate alla finalissima dopo 10 vittorie su 10
partite?
Era la stessa performance del primo gruppo, quello,
favoloso, che fece il bis nel 2001 e 2002.

***
Ma quello era ancora poco. Il vero colpo d’occhio l’ho
visto anche sugli spalti. E’ lì che ho capito definitivamente che avremmo
vinto.

Guardate, lo dico con stima sincera per tutte le altre
società (tutta gente più che in gamba, che in tutta Italia fa mille sacrifici
per le proprie ragazze). E lo dico con affetto sincero per tutte le altre
ragazzine, che meritano tanto quanto le nostre.
Ma un casino così ce l’avevamo solo
noi.
J
Come ai bei tempi, accipicchia.
Grande casino. Grande emozione. Grande energia. Grande
allegria. Grande amore, cari
miei.
Quando vincono i buoni sentimenti, vince la squadra e si
vincono gli scudetti: ditemi quello che vi pare, ma è così.
Ah, contro chi giocavamo?
Non mi fate domande troppo tecniche, ragazzi! Io ho
distrutto il tamburo, mica potevo guardare cosa diavolo succedeva là
sotto!
So solo che la finale l’abbiamo giocata contro il
Modena: atletine magnifiche, veramente da far paura, ben selezionate da un
bacino molto più grande del nostro, e perfettamente allenate dalla scuola di
mister Lucchetta. Non so se mi spiego.
Le nostre tatine mica le hanno prese sotto gamba, però:
il Green non sottovaluta mai gli avversari. Soprattutto avversari di questa
forza.

So però che le abbiamo battute 2-1, dopo aver fatto per
10 volte di fila 2-0 contro tutto il resto d’Italia che ci passava sotto il
naso. So che le tatine ci hanno fatto annaspare nel secondo set, che per poco
non mi veniva un coccolone.
Ma so anche
che abbiamo vinto alla grande.
***
Le nostre piccoline sono state
perfette.
No, non fraintendetemi.
Hanno anche fatto degli errori. Nel secondo set ne hanno
anche fatti un bel po’, a prender farfalle.
E non sono certo delle bimbe bioniche: qualcuna è un
topolino, rispetto alla media del volley.
Ma, vedete, le nostre sono topolini tosti. NON MOLLANO
MAI. Giocano bene, sorridono, si aiutano, e non mollano
mai.
T’è capì, il segreto?
Io non ne capisco granchè, anche se la Vale una volta ha
provato a spiegarmi ‘sto gioco. Ma di sicuro so questo: che in quel campo abbiamo messo una
squadra.
Squadra, amiche, compris? Buoni sentimenti,
compris?
Questo è il Green Volley, cari
miei.
Lustratevi pure gli occhi…



***
Ok, non ve la faccio lunga: abbiamo vinto.
Abbondantissimo nel primo set. Giù di brutto nel
secondo. Ri-abbondantissimo nel terzo set.
Al venticinquesimo punto del terzo set è venuto giù il
Palasport, che stanno ancora riparandolo adesso:
filmato
ULTIMO PUNTO (new ver)
Le mamme piangevano, i papà stava per venirgli
l’infarto, io fotografavo, il pubblico applaudiva, e le ranocchiette saltavano e
ballavano:

Poi è apparsa la bandiera, e se guardate questa
foto….

Vi accorgete che è uguale a quella del 2001, che sta
nell’home page. Lo stesso magnifico gruppo, ve lo dico io.
Persino il Paolo sembrava abbastanza
soddisfatto.
Forse perché anche lui è arrivato al suo quarto scudetto
come allenatore? Forse perché in Italia sono pochi gli allenatori che ci sono
riusciti?
Anzi, facciamo anche qui la prova: chi ne trova un altro
me lo dica, che non ci credo.

E poi, niente. La festa. Le medaglie. I discorsi. Le
tante e tante splendide tate di tutta Italia che si mettono insieme nel
palazzetto, e ridono e si abbracciano, e si applaudono.
Parliamoci chiaro: questo era uno spettacolo nello
spettacolo.
Per l’emozione ho fotografato solo le nostre, ma
guardate che abbiamo visto tante e tante splendide atletine. Fantastiche,
credetemi. Tutte, credetemi.
Comunque, eccovi le nostre in veste
ufficiale:


Ma adesso tenetevi forte, che vi faccio vedere qualche
altro filmino.
Le ranocchiette che entrano per la
premiazione:
filmato
INGRESSO IN CAMPO
Poi lustratevi gli occhi con la consegna
delle medaglie….
filmato
PREMIAZIONE
E infine beccatevi l’emozione finale, con
l’Inno di Mameli.
All’inizio ho fatto il film storto, e
vabbè. Se il Massimo sa raddrizzarlo o tagliarlo, bene. Sennò cominciate che è
storto, ma poi arriva dritto.
E fate attenzione al momento topico: dopo
averci fatto venire l’infarto SONO PURE PRONTE A MORIRE !
J
filmato
l'Inno d'ITALIA
E ADESSO BASTA. Sono andato lungo, lo so,
ma ho ancora la commozione addosso.
Fatemi però dire ancora due
cose.
Primo: grazie a Paolo. Anche se non lo faceva vedere, anche lui
alla fine aveva scaricato le pile.

Ci ha messo l’anima, anche per questo
gruppo, e ce l’ha fatta di nuovo. Le bimbe gli sono affezionate, e fanno bene.
Fanno proprio bene, ad essere affezionate
ad un coach che è il meglio d’Italia e che sa guidarle verso le soddisfazioni
più grandi.
Senza dimenticare –s’intende- Raffa e gli
altri coach: qui l’ho già fatta lunga, ma è chiaro che il Green Volley si
appoggia su colonne veramente speciali.
Secondo: grazie alle atletine delle altre
squadre.
Proprio così. Ancora una volta in gran
parte hanno tifato per noi, e quindi ci hanno aiutato.
Ma non è solo questo il
punto.
Le nostre ranocchie, così come le
ranocchie che le hanno precedute in cima all’Italia, non sono bimbe speciali:
sono normali, sapete?
Sbagliano anche loro (poco, naturalmente),
eccetera eccetera. Ma sono bravissime anche perché rispettano sempre
l’avversario. E finisce che le stesse “avversarie” ci restituiscono amicizia. Grazie alle bimbe di
Aosta. Grazie alle bimbe di Milano. Grazie alle bimbe sarde, eccetera eccetera.
Le bimbe e i genitori toscani ci hanno anche invitato da loro: ci saremo,
raghe!
Ci saremo, e torneremo, tutti insieme, a
fare del volley una festa di amicizia. Con o senza gli scudetti: amicizia
!
***
Basta. Stop. Fine. Ma…
…ma vi lascio con una notizia ufficiale, che
mi è appena arrivata via fax.
La
Regione Lombardia ha deciso di cambiare in tutta
la Val
Canonica questi suoi cartelli stradali:

E, dopo il successone delle nostre Tate,
anche la Regione ha capito l’antifona, e ha messo questi altri
avvertimenti:

J
Ciao da Marco,
Capo Storico degli Ultras Duri e
Puri
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